Energia e cittadini

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Quadro generale

L’Unione Europea con la Direttiva 2001/77/CE e, poi, con la Direttiva 2009/28/CE ha chiesto, tra l’atro, agli Stati membri di semplificare ed agevolare la costruzione di impianti di produzione di energia, nell’ottica di agevolare lo sviluppo dell’offerta di energia da fonti rinnovabili (FER). In attuazione delle Direttive richiamate il quadro dei regimi autorizzativi per gli impianti FER è stato normato, a livello nazionale, dapprima con il Decreto Legislativo del 29 dicembre 2003 n. 387, e poi con il Decreto Legislativo del 3 marzo 2011 n. 28.

In attuazione del D.Lgs. n. 387/03 sono state approvate con il D.M. 10 settembre 2010 le Linee Guida Nazionali per l’autorizzazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili che, pur nel rispetto delle autonomie e delle competenze delle amministrazioni locali, sono state emanate allo scopo di armonizzare gli iter procedurali regionali per l'autorizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti energetiche rinnovabili (FER). In particolare il D.M. prevede che le Regioni possano porre limitazioni e divieti in atti di tipo programmatorio o pianificatorio per l’installazione di specifiche tipologie di impianti. Nello specifico tali linee guida stabiliscono :

  • fonte per fonte, le tipologie di impianto e le modalità di installazione che consento l’accesso alle procedure autorizzative semplificate;
  • contenuti delle istanze, modalità di avvio e svolgimento del procedimento unico di autorizzazione;
  • i criteri e le modalità di inserimento degli impianti nel paesaggio e sul territorio, con particolare riguardo agli impianti eolici.

Il Decreto Legislativo 28/2011 “Decreto Rinnovabili” ha introdotto ulteriori misure di semplificazione e razionalizzazione dei procedimenti amministrativi per la realizzazione degli impianti FER, sia per la produzione di energia elettrica che per la produzione di energia termica. In particolare è stata introdotta la cosiddetta Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) che è andata a sostituire in campo energetico la Denuncia di Inizio Attività (DIA) e la Segnalazione Certificata Inizio Attività (SCIA) per autorizzare impianti con potenza diversificata a seconda della tipologia della fonte utilizzata, lasciando alle Regioni la possibilità di innalzare le soglie di potenza per la PAS fino ad 1 MWe e le soglie per la comunicazione sino a 50 kWe.

La Regione Emilia-Romagna, in attuazione delle Linee Guida Nazionali, ha dato indicazioni in merito alle aree per l’installazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili.

Con Deliberazione dell’Assemblea legislativa n.28/2010 la Regione ha provveduto ad una prima individuazione delle aree e siti non idonei all’installazione di impianti fotovoltaici, successivamente con DGR 17 gennaio 2011, n. 46 sono state individuate cartograficamente le aree non idonee e quelle idonee nel rispetto di alcune condizioni costruttive dell'impianto. La cartografia è disponibile sul sito della Regione al seguente indirizzo web. In base a tale classificazione il territorio regionale è stato suddiviso in:

  • aree non idonee all’installazione di moduli fotovoltaici al suolo (indicate in rosso nella cartografia);
  • aree idonee all’installazione di moduli fotovoltaici al suolo sulla base di criteri e limiti fissati dalla DAL 28/2010 (indicate con colori diversi dal rosso nella cartografia).

Gli edifici esistenti sono sempre idonei alla installazione di impianti fotovoltaici.

Mappatura regionale delle aree e siti non idonei all’installazione di impianti fotovoltaici

Mappatura regionale delle aree e siti non idonei all’installazione di impianti fotovoltaici

Con DGR 27 giugno 2011 n. 926 sono state invece individuate ulteriori aree non idonee al fotovoltaico per i territori dei Comuni dell'Alta Val Marecchia.

Per ciò che concerne gli impianti eolici, biogas, biomassa e idroelettrico con Deliberazione Assemblea legislativa 26 luglio 2011, n. 51 la Regione ha individuato aree e siti per la loro installazione distinguendo tra:

  • aree non idonee all'installazione degli impianti;
  • aree idonee ma a condizione che gli impianti abbiano determinate potenze massime e/o rispettino alcune condizioni costruttive;
  • aree idonee, senza particolari condizioni per gli impianti.

In attuazione della Delibera assembleare n. 51/11 la Regione, con la Delibera di Giunta n. 362/12 ha definito i criteri per il computo emissivo degli impianti alimentati a biomasse. Con quest’atto la Regione ha puntato: a promuovere l’adozione delle migliori tecnologie esistenti, a valorizzare la filiera corta entro i 70 km e a valutare l’effetto cumulo che può derivare dalla concentrazione di più impianti sul territorio.

La Regione, individuate le aree del territorio regionale critiche per quanto riguarda gli standard di qualità dell’aria (individuate in rosso, arancione e giallo su un’apposita mappa riportata nella seguente figura), ha previsto che in queste aree potranno essere installati nuovi impianti nel caso in cui:

  • sostituiscano vecchi impianti preesistenti;
  • siano affiancati da interventi in grado da garantire la contestuale riduzione di inquinamento sul territorio (cogenerazione e trigenerazione, utilizzo del calore, teleriscaldamento, efficienza energetica, piste ciclo-pedonali, ecc.).

Impianti a Biomassa: aree critiche per la qualità dell’aria

Impianti a Biomassa: aree critiche per la qualità dell’aria

Il provvedimento, quindi, stabilisce che gli impianti per la produzione di energia elettrica da biomasse potranno essere realizzati, nelle aree dell’Emilia-Romagna critiche per la qualità dell’aria, solo se le loro emissioni di PM10 e NO2 saranno almeno a saldo zero, e dunque senza impatti negativi. Tale condizione deve essere dimostrata con uno specifico elaborato da allegare alla domanda di autorizzazione dell’impianto che attesti il saldo emissivo dell’impianto. Sul sito web di ARPA Emilia-Romagna (http://www.arpa.emr.it/pubblicazioni/generale/generale_2087.asp ) sono disponibili gli allegati relativi ai Criteri per l´elaborazione del computo emissivo e il Manuale d´uso per il calcolo del computo emissivo ed il Modulo per il Calcolo delle emissioni dell´impianto e delle misure d´integrazione che il proponente deve allegare alla domanda di autorizzazione.

Sul tema dell’efficienza energetica degli edifici la Regione Emilia-Romagna è intervenuta con Delibera dell’Assemblea legislativa n. 156 del 4 marzo 2008, modificata con la Delibera della Giunta regionale n. 1366 del 26 settembre 2011, ed in ultimo con Deliberazione n. 832/2013.

La DAL 156/2008 e ss. mm. ii. si occupa di favorire il risparmio energetico, l’uso efficiente delle risorse energetiche, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili in edilizia, disciplinando in particolare:

  • i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e degli impianti energetici in essi installati, che devono essere rispettati nelle nuove costruzioni o in occasione di particolari interventi sugli edifici esistenti;
  • le metodologie e i criteri di calcolo per la valutazione della prestazione energetica di edifici e impianti;
  • le modalità e le procedure della certificazione energetica degli edifici;
  • l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici;
  • le misure di sostegno e di promozione finalizzate all’incremento di efficienza energetica ed alla riduzione delle emissioni climalteranti.

Le ultime modifiche apportate alla normativa prevedono nuovi standard prestazionali per gli edifici (vedi tabelle seguenti), ed in particolare:

  • a partire dal 6 ottobre 2011 in caso di sostituzione di un impianto termico, ristrutturazione di impianto termico in edificio esistente, ristrutturazione rilevante di edificio o nuova costruzione di edificio deve essere garantita la  copertura del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria tramite energia da fonti rinnovabili;
  • a partire dal 31 maggio 2012, nel caso di  ristrutturazione rilevante di edificio o nuova costruzione di edificio deve essere garantita la copertura del 35% della somma dei consumi previsti per acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento tramite energia da fonti rinnovabili (tale obbligo sarà innalzato al 50% dal 1° gennaio 2015);
  • a partire dal 6 ottobre 2011 nel caso di edifici di nuova costruzione o di edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, è fatto obbligo in sede progettuale di prevedere l’utilizzo delle fonti rinnovabili a copertura di quota parte del consumo di energia elettrica dell’edificio.

Un’altra significativa modifica riguarda l’attestato di certificazione energetica degli edifici: l'indice di prestazione energetica e la relativa classe contenuti nell’attestato devono essere riportati negli annunci commerciali di vendita di edifici o di singole unità immobiliari.

Tabella: Obblighi di copertura dei consumi di energia termica tramite fonti rinnovabili (FER) ai sensi della DAL 156/08 e ss.mm.ii.

Obblighi produzione energia termica da FER

In vigore

Copertura FER per ACS

50%

dal

30 mag. 2012

al

31 dic. 2014

Copertura FER per ACS + risc.

35%

Copertura FER per ACS

50%

a partire dal 1 gen. 2015

Copertura FER per ACS + risc.

50%

I limiti di cui sopra sono ridotti del 50% per edifici situati nei entri storici di cui all’art. A-7 L.R. 20/2000 e ss.mm.ii.

I limiti di cui sopra sono incrementati del 10% per edifici pubblici

 

Tabella: Obblighi di copertura dei consumi di energia elettrica tramite fonti rinnovabili (FER) ai sensi della DAL 156/08 e ss.mm.ii.

Obblighi produzione energia elettrica da FER

In vigore

P > 1 kW per ogni unitàa abitativa residenziale

P >0,5 per ogni 100 mq di superficie utile energetica di edifici non residenziali

P = Sq/65

dal

30 mag. 2012

al

31 dic. 2014

P > 1 kW per ogni unitàa abitativa residenziale

P >0,5 per ogni 100 mq di superficie utile energetica di edifici non residenziali

P= Sq/50

A partire dal 1 gen. 2015

Dove P= potenza installata e Sq = superficie coperta dell’edificio misurata in mq

I limiti di cui sopra sono ridotti del 50% per edifici situati nei entri storici di cui all’art. A-7 L.R. 20/2000 e ss.mm.ii.

I limiti di cui sopra sono incrementati del 10% per edifici pubblici

 

(Ultimo aggiornamento: venerdì 31 maggio 2013).
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